Un inizio

Tutto è nato da una richiesta di mia moglie Lella. Voleva fare un regalo originale a sua figlia Nina e mi ha chiesto di disegnarle alcuni dolci. L’idea era quella di comporli insieme per creare una tazza unica, con una scritta ben precisa: Pastry not Patriarchy.

Il risultato finale ci è piaciuto così tanto che ci siamo guardati e ci siamo detti: «E se facessimo lo stesso per altre storie? Se creassimo delle vere e proprie collezioni di oggetti illustrati?». Da quel momento è iniziata un’avventura nuova, fatta di prove, schizzi, (s)ragionamenti e un’ossessione: la qualità.

Abbiamo cercato a lungo finché non abbiamo trovato i partner giusti per la produzione. Per i supporti quotidiani — come le tazze, le borse e le borracce — ci siamo affidati a realtà che garantiscono un’eccellente resa di stampa e, soprattutto, l'uso di materiali e capi tessili provenienti da produttori rigorosamente controllati. Per noi era fondamentale che venissero garantite condizioni di lavoro sicure, assenza di sfruttamento e salari dignitosi lungo tutta la catena produttiva.

Poi, come spesso accade quando si viaggia, si inciampa, si devia, si fanno incontri imprevisti.

Durante le ricerche ci siamo imbattuti in uno stampatore straordinario capace di realizzare riproduzioni Giclée di qualità museale. Davanti a quella resa cromatica così fedele ai fogli originali, la deviazione è diventata una strada: nel nostro catalogo dovevano assolutamente esserci anche le riproduzioni d’arte in edizione limitata, numerate e firmate.

Oggi quella tazza nata per un’occasione speciale è la scintilla da cui è nata tutta la bottega. Le mie storie e i miei disegni escono dai libri e dal palco del teatro per entrare nelle case, sulle tavole e sulle pareti di chi desidera accoglierli.

Questo spazio è il nostro modo di continuare il viaggio insieme. Benvenuti.